Da pochi giorni disponibile la nuova versione di Ubuntu 11.10, la Oneiric Ocelot. Ancora devo testarla a fondo, ma quello che ho dovuto fare immediatamente è stato abilitare il desktop gnome.
Non so perchè ancora una volta non sia nel repository iniziale, ne riesco a capire come si possa usare Unity …. ma tant’è. Vediamo come in pochi passi è possibile installare Gnome 
Iniziamo come consuetudine ad aggiornare i repositories:
o se ancora non avete fatto l’avanzamento alla nuova versione
sudo apt-get -f dist-upgrade
e quindi il pacchetto gnome
sudo apt-get install gnome-shell
finita l’installazione non è necessario il riavvio di Ubuntu, basta riavviare la sessione. A questo punto nel box di login fra le opzioni di avvio avremo anche la possibilià di scegliere la shell Gnome.
Spesso è necessario avere dei post in più lingue, soprattutto se la vostra lingua madre non è l’inglese. Per raggiungere un numero più alto di lettori avere la possibilità di far leggere il post a chiunque non è un elemento da sottovalutare se vogliamo che il nostro blog sia un blog di successo.
Poi, se come capitato a me alcune volte, vi ringraziano per i vostri post tradotti grazie a google translator, allora è quasi d’obbligo prevedere la gestione multilingua. 
Esistono varie alternative, anche commerciali e di ottima fattura, ma vorrei provare per un po qtranslate, plugin open source.
Procediamo con l’installazione, semplice sia che volessimo farla direttamente sul nostro server online scaricando il plugin dal repository wordpress, sia scaricando il plugin da qui.
Nella seconda ipotesi scarichiamo i files ed estraiamoli nella directory /wp-content/plugins/
attiviamo il plugin dal menu Plugins del vostro pannello di amministrazione.
Ora dobbiamo abilitare la nostra lingua di default, il plugin apena installato ha abilitato il tedesco, il cinese e l’inglese.
Sempre dal menu plugins andiamo al nostro e clicchiamo su settings. Abilitiamo l’italiano ed a questo punto lo scegliamo anche come lingua di default.
Rimane solamente da posizionare il widget (e da fare le traduzioni !!) e il nostro blog sarà finalmente un blog multilingua.
Le opzioni sono innumerevoli, si va dalla possibilità di usare lingue non presenti nel repository, facendone l’opportuno upload, alle funzioni di supporto per la traduzione, utilizzando i servizi di qtranslate, e per queste vi rimando al link ufficiale ed al forum.
Google+ è finalmente arrivato. L’attesa è stata lunga per questo nuovo social network, ma quasi tutti (ormai gli inviti son stati mandati ovunque ….) possono già provarlo.
Già in passato era stato fatto un tentativo con Wave (e Buzz) ma forse perchè poco usabile, forse perchè la rete lo ha subito bocciato (è sempre difficile togliersi le etichette che ci vengono “appiccicate” …) il progetto era completamente fallito. Prosegui la lettura…
Disponibile sul sito Disqus Comment System per la gestione dei commenti.
Spesso è necessario limitare l’accesso ad alcune cartelle ftp sui propri server e lasciare invece quello in sftp ad altri. Per prima cosa bisogna creare l’utente sul server nel modo consueto:
Di default l’utente può accedere in ssh al sistema, quindi se non lo avete fatto è buona norma restringere l’accesso ssh ai soli utenti autorizzati. Editare il file /etc/ssh/sshd_config
sudo nano /etc/ssh/sshd_config
ed aggiungere in fondo
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Di guide sull’installazione di Alfresco ce ne sono in quantità sul Web. Semplicemente avevo bisogno di censire tutti i passi necessari all’installazione per replicarli e spiegarli, ed alla fine è stato semplice scrivere tutto sul blog. E’ consigliabile fare l’installazione su una macchina “dedicata”, per evitare conflitti e problemi con altre applicazioni web attive.
La maggior parte delle info sono state prese da questa guida
ed adattate alla versione 3.4 di Alfresco Community Edition.
Iniziamo con l’abilitazione dei repository partner sulla nostra maverick meerkat, ci servirà per scaricare i pacchetti java. Lavoriamo come root.
sudo su
nano /etc/apt/sources.lst
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Categorie:Alfresco, apache, DMS, Java, linux, Mysql, php, tomcat, Ubuntu Tag: Alfresco, DMS, java, ubuntu
Per gestire i files sull’iPod direttamente dalla vostra distro Linux preferita, esiste Floola, un ottimo gestore che sostituisce degnamente iTunes.
La procedura di utilizzo è semplicissima. Per prima cosa Floola non si installa. Basta scaricare da qui la versione di vostro interesse e salvarla dove volete. A questo punto basterà lanciare l’eseguibile nella cartella, collegare il vostro iPod, e procedere al trasferimento files.
Il software al primo avvio farà una serie di verifiche, quali la versione dell’iPod inserito, e soprattutto vi chiederà il fwid. Il fwid è un codice a 16 cifre. Per ottenerlo digitate da riga di comando;
sudo lsusb -v | grep -i Serial
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Openfire è un ottimo server XMPP scritto in Java.
Prerequisito essenziale per la sua installazione è JRE (Java Runtime Environment).verifichiamo se è installato digitando da linea di comando:
se non installato proseguiamo con i seguenti passi, altrimenti passiamo direttamente alla creazione del database Mysql:
verifichiamo se il repository è inserito, altrimenti andiamo ad aggiungerlo
sudo nano /etc/apt/sources.list
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Categorie:Java, linux, Mysql, Ubuntu, utility, XMPP Tag: chat, jabber, java, mysql, openfire, ubuntu, XMPP
Tra le migliaia di applicazioni che girano intorno a Twitter, ho trovato molto interessante questa semplice ed utile applicazione.
In realtà mi ha colpito perchè l’approccio verso questa app è stato diverso rispetto alle altre. La maggior parte di quelle che provo od uso sono frutto di ricerche sulle “best twitter applications” oppure passano sulla timeline e con un misto di curiosità ed interesse le vado a provare. 
Stavolta è nata prima l’esigenza, ovvero : “Come faccio ad individuare e rimuovere dalla lista dei Following gli users che non pubblicano tweet da un pezzo?” .
In questo modo posso tenere sotto controllo tutti quei profili fake che spuntano come funghi, scrivono 2 cosine e ti rimangono appesi nella listona dei followers. Prosegui la lettura…
Il setup di wordpress è abbastanza semplice ed intuitivo. Quindi tutto è filato liscio. Un piccolo scoglio l’ho incontrato nell’impostazione della pagina 404, ovvero quella che vi avverte che siete collegati sul server, ma la pagina che state cercando non è corretta. La maggior parte dei temi utilizzabili per wordpress già prevede la gestione dell’errore, ma spesso lo stile utilizzato non è quello del tema, così come è capitato a me nell’utilizzo dell’ inove, uno dei classici e (a mio avviso) più gradevoli temi free di wordpress, facilmente configurabile e modificabile (e già lo sto facendo …). Prosegui la lettura…
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